Di cosa parliamo
Un dipendente infedele è un lavoratore che viola l’obbligo di fedeltà professionale verso il proprio datore di lavoro. Questo obbligo, previsto dall’articolo 2105 del Codice civile, impone al lavoratore di non compiere atti che possano recare pregiudizio all’azienda, sia in termini economici che reputazionali.
Scopriamo di più sul dipendente infedele, in particolare quando è definito tale, come scoprirlo, come gestirlo.
Quando un dipendente può dirsi “infedele”?
Conosciamo già il significato del termine “infedele”. Ma quali sono, in concreto, i comportamenti del dipendente che rientrano in questo perimetro?
- Concorrenza sleale: il dipendente svolge attività a favore di terzi che sono in concorrenza con l’azienda o approfitta di conoscenze acquisite o strumenti di lavoro per trattare affari per conto proprio nello stesso settore dell’azienda per cui lavora.
- Spionaggio industriale: il dipendente rivela a terzi informazioni notizie riservate attinenti all’organizzazione, ai metodi di produzione, a brevetti, strategie commerciali o i dati sensibili dei clienti.
- Furti: il dipendente sottrae beni o denaro all’azienda.
- Assenteismo: il dipendente si assenta ingiustificatamente dal lavoro.
- Falsa malattia: il dipendente si dichiara malato per non andare al lavoro, ma in realtà è in perfetta salute.
I comportamenti infedeli del dipendente possono avere gravi conseguenze per l’azienda, sia in termini economici che reputazionali. In alcuni casi, possono anche costituire reato penale. Il dipendente che si macchi di infedeltà può essere licenziato per giusta causa.
Come identificare un dipendente infedele?
Esistono una serie di segnali che consentono di individuare un dipendente infedele.
- Isolamento eccessivo da colleghi e attività di gruppo.
- Variazioni improvvise e inspiegabili nel comportamento o nell’umore.
- Orari di lavoro insoliti, come arrivare molto presto o andare via molto tardi senza motivo.
- Errori o discrepanze nei report e nei documenti che possono suggerire tentativi di nascondere informazioni.
- Uso insolito o eccessivo o comunque non giustificabile delle risorse aziendali, come materiali, fondi o dati sensibili.
- Comunicazioni contraddittorie o evasive quando si discutono attività lavorative o decisioni.
- Cambiamenti evidenti nello stile di vita che non corrispondono al livello di reddito conosciuto.
- Richieste frequenti di anticipi sullo stipendio o lamentele su problemi finanziari.
A disposizione del datore di lavoro esistono una serie di tecnologie e tecniche per smascherare gli illeciti dei dipendenti.
- Software spia per PC, per monitorare l’uso di internet, email e accesso a file e database sensibili sui computer aziendali.
- Microtelecamere nei luoghi di lavoro per osservare comportamenti anormali.
- Sistemi di controllo accessi per monitorare gli ingressi e le uscite dei dipendenti.
- Audit finanziari e revisioni delle risorse aziendali per identificare mancanze o usi inappropriati.
- Revisione periodica dei sistemi di sicurezza informatica per rilevare accessi non autorizzati o anomalie.
- Assunzione di investigatori privati per condurre sorveglianza discreta e raccogliere informazioni sul dipendente sospetto.
- Interviste con colleghi, supervisori e altre persone che possono fornire insight sul comportamento del dipendente.
- Verifiche su specifiche attività o progetti gestiti dal dipendente per assicurarsi che siano in linea con le politiche aziendali.
Riguardo l’installazione di software spia, telecamere, microspie o quant’altro, è bene ricordare che spiare il dipendente è reato se l’attività di controllo è volta a migliorare la produttività. Qualora si sospetti un comportamento illecito, invece, è più che legittimo ricorrere a dispositivi di spionaggio o incaricare una agenzia investigativa per raccogliere prove del reato.
Le strategie di gestione del dipendente infedele
Una volta appurati gli illeciti da parte del dipendente e raccolte le prove, è necessario gestire al meglio la situazione. Per farlo, è opportuno seguire una serie di step.
Confronto e comunicazione
- Confronto diretto: una volta raccolte prove sufficienti, è importante confrontarsi con il dipendente, metterlo a parte della situazione in un contesto professionale e riservato.
- Comunicazione interna: informare i membri rilevanti del team o della direzione (rispettando la riservatezza e i diritti del dipendente) per mantenere trasparenza e gestire l’impatto sul morale del team.
Azioni disciplinari e legali
- Azioni disciplinari interne: queste possono variare dal semplice avvertimento scritto alla sospensione fino al licenziamento, a seconda della gravità della condotta e delle politiche aziendali.
- Denuncia e azione legale: è possibile denunciare un dipendente che si sia macchiato di reato. In caso di furto, frode o divulgazione di segreti commerciali, l’azienda può considerare l’azione legale. Ciò significherebbe denunciare il dipendente alle autorità competenti e intraprendere un’azione civile per recuperare eventuali danni.
Revisione delle politiche e delle procedure
- Valutazione dei sistemi di sicurezza: analizzare e rafforzare i sistemi di sicurezza e le politiche per prevenire futuri casi di infedeltà.
- Formazione e sensibilizzazione: rafforzare la formazione dei dipendenti su etica, privacy e sicurezza per promuovere una cultura aziendale di trasparenza e integrità.
Supporto e ripristino
- Assistenza legale e consulenza: assicurarsi che l’azienda sia supportata da consulenti legali competenti per gestire il caso con l’adeguata attenzione alle leggi e ai regolamenti vigenti.
- Comunicazione esterna: gestire la comunicazione con clienti e partner per mantenere la fiducia e la reputazione dell’azienda.
Prima di intraprendere qualsiasi azione, è essenziale consultare un avvocato specializzato in diritto del lavoro per comprendere le implicazioni legali specifiche e assicurarsi che tutte le azioni intraprese siano conformi alla legge.
Agire in fretta ma con cautela può aiutare a minimizzare i danni e a ripristinare l’ordine e la fiducia all’interno dell’azienda.










