Di cosa parliamo
Tra le app per smartphone più scaricate, apprezzate e utilizzate c’è WhatsApp. Questo sistema di messaggistica non solo semplifica la vita, permettendo di comunicare rapidamente con chiunque, ma assicura anche la massima sicurezza, grazie al suo sistema di crittografia end-to-end.
Tuttavia, i dubbi sulla permeabilità dell’app sono leciti. Non mancano casi di cronaca in cui soggetti indagati sono stati arrestati in virtù di cose dette o scritte via smartphone. E quindi: le chiamate WhatsApp possono essere effettivamente intercettate? E i messaggi testuali?
Scopriamolo assieme!
Cosa significa crittografia end-to-end?
Prima di tutto, è essenziale comprendere cos’è la crittografia end-to-end. Si tratta di una forma di crittografia che garantisce che solo il mittente e il destinatario possano leggere ciò che viene inviato. In che modo?
La codifica e decodifica dei messaggi (e delle chiamate vocali) avviene tramite speciali chiavi. Ciascun utente di WhatsApp dispone di una coppia di chiavi: una pubblica e una privata, che rimane segreta.
Lo scambio delle chiavi è alla base del processo. Quando un utente invia un messaggio, la chiave pubblica del destinatario viene usata per crittografarlo. Solo il destinatario, che possiede la corrispondente chiave privata, può decifrare il messaggio.
Questo sistema garantisce che i messaggi siano leggibili solo dai partecipanti alla chat. Neanche WhatsApp o eventuali terze parti possono accedere ai contenuti della comunicazione. La crittografia end-to-end è utilizzata non solo per i messaggi di testo, ma anche per le chiamate vocali e video effettuate tramite l’app.
La polizia può intercettare WhatsApp?
La polizia non può intercettare direttamente chiamate e messaggi di WhatsApp per via del sistema di crittografia end-to-end.
Tuttavia, esistono tecniche che le forze dell’ordine adoperano per captare due persone che comunicano tramite WhatsApp: le intercettazioni ambientali e le infiltrazioni nei gruppi di messaggistica.
Intercettazioni ambientali
Un metodo alternativo per “ascoltare” le chiamate WhatsApp consiste nell’effettuare un’intercettazione ambientale.
Piazzare una microspia ambientale o un microregistratore nel luogo in cui uno dei due interlocutori parla è un modo di bypassare la protezione offerta dalla crittografia end-to-end.
Infiltrazione nei gruppi di messaggistica
Nel caso delle chat di gruppo, le forze dell’ordine hanno talvolta superato la barriera della crittografia infiltrandosi tra i partecipanti. Ad esempio, assumendo l’identità di un altro membro della chat o facendosi invitare da un partecipante con l’inganno.
Una volta che un investigatore si è infiltrato nel gruppo, può leggere i messaggi scambiati senza necessità di decifrare la crittografia.
Quali dati sensibili WhatsApp può fornire alla polizia?
Nonostante i contenuti delle conversazioni siano protetti e non accessibili direttamente, esistono altri tipi di informazioni che WhatsApp raccoglie e che potrebbero essere di interesse per le forze dell’ordine.
- Numeri di telefono degli utenti
- Tipo di smartphone e versione del sistema operativo
- Rete mobile utilizzata
- Dati di contatto e frequenza delle comunicazioni
- Dati di navigazione
- Durata e orari delle chat
- Indirizzi IP
- Informazioni sulla posizione









