Videosorveglianza e privacy: cosa dice il Garante sulle telecamere per condomini, dipendenti e privati

Il Garante della Privacy interviene su videosorveglianza e privacy per condomini, dipendenti, privati cittadini

Quando si parla di videosorveglianza, più in generale di dispositivi di controllo come videocamere IP, telecamere spia o fototrappole, agire nel rispetto della privacy diventa fondamentale.

E’ importante che il sacrosanto diritto alla sicurezza propria e della propria famiglia non calpesti diritti altrui.

Il Garante della Privacy ha diramato un regolamento per la corretta installazione di dispositivi di controllo video. Seguendo queste norme, sarai certo di non infrangere alcuna legge.

Prima di entrare nel dettaglio del provvedimento, però, è opportuno un chiarimento…

Videosorveglianza vs micro telecamere nascoste vs fototrappole

E’ fondamentale distinguere le tecnologie di controllo video disponibili.

I sistemi di videosorveglianza possono essere installati all’interno o all’esterno di un edificio. Sono costituiti da telecamere non occultate, ben visibili, collegate a un video registratore digitale.

Le telecamere spia o microcamere sono, invece, mini telecamere piazzate in un ambiente o un veicolo. Le spy cam possono essere wifi o con DVR. Le prime trasmettono le immagini a distanza illimitata tramite rete internet domestica o aziendale, le seconde registrano su una memoria integrata o una micro SD card.

Il controllo video, specialmente in esterni, può essere effettuato anche tramite fototrappola. Se professionali, le foto trappole garantiscono un’ottima capacità di mimetizzazione unita a una notevole durata della batteria.

Leggi anche: Come nascondere una fototrappola

I motivi per cui vengono installati questi dispositivi sono molteplici.

Sicurezza contro ladri e intrusi, monitoraggio macchinari e oggetti preziosi. Nel caso delle telecamere spia, un ulteriore possibile uso è la raccolta di prove di illeciti o reati, per tutela personale, inchieste giornalistiche o ragioni professionali (nel caso, ad esempio, di investigatori privati).

La normativa riportata di seguito vale per tutte le tipologie di dispositivi video, giacché essa tutela il diritto alla privacy dell’individuo indipendentemente dalla tecnologia di ripresa adoperata.

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Quali sono le regole da rispettare per la videosorveglianza

Scrive il Garante che l’installazione di dispositivi di monitoraggio video deve avvenire nel rispetto delle seguenti normative:

  • disciplina in materia di protezione dei dati personali
  • leggi in materia di interferenze illecite nella vita privata
  • leggi in materia di controllo a distanza dei lavoratori

In particolare, la videosorveglianza deve essere effettuata nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati riguardo alla scelta delle modalità di ripresa e alla gestione delle varie fasi del trattamento.

In ogni caso, le informazioni raccolte devono essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite.

Leggi anche: Telecamere sul posto di lavoro: si possono controllare i dipendenti?

Per installare una telecamera non occorre l’autorizzazione del Garante

Vige il principio di responsabilizzazione (art. 5 secondo paragrafo del Regolamento). Dovrà essere il titolare del trattamento (sia esso azienda, privato cittadino, ente, professionista) a valutare la liceità dell’azione di controllo, nonché i rischi per le persone coinvolte.

A tal proposito, il titolare del trattamento dei dati può realizzare una valutazione di impatto sulla protezione dei dati, prima di iniziare l’azione di sorveglianza.

Le persone devono essere informate della presenza di telecamere o microcamere nascoste

Se la zona è videosorvegliata, i soggetti che vi transitano o vi sostano devono essere informati.

L’informativa può essere costituita da un semplice cartello, da apporre all’ingresso dell’area sorvegliata. Va indicata la finalità dell’azione di controllo e il titolare del trattamento dei dati. Non è invece obbligatorio rivelare l’esatta ubicazione delle telecamere.

L’informativa deve comunque rinviare a un testo completo, presente sul sito internet dell’azienda o in una bacheca interna o in altro posto dove sia raggiungibile da tutti.

Tempi congrui per la conservazione delle immagini

Le immagini registrate non possono essere conservate oltre il tempo necessario a espletare le finalità alla base dell’azione di controllo.

Anche qui, il Garante chiama in causa il principio di responsabilizzazione: spetta al titolare del trattamento stabilire i tempi di conservazione. Questo fatti salvi i casi esplicitamente disciplinati dalla legge.

In linea di massima, per finalità quali la sicurezza e la protezione del patrimonio, le riprese andrebbero cancellate dopo pochi giorni.

Alcune esigenze potrebbero, però, prolungare le tempistiche. Per esempio, nel caso di una telecamera nascosta all’interno di un negozio, la chiusura dell’attività nel weekend può giustificare un tempo di conservazione più lungo del solito.

Telecamere per videosorveglianza privata in esterni: occhio agli spazi di pertinenza esclusiva

Nel caso di telecamere o dispositivi video che puntano su spazi esterni, per evitare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis del Codice Penale), l’ottica del dispositivo dev’essere rivolta ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza.

E’ vietato riprendere (anche senza registrare) le aree comuni come cortili, pianerottoli, scale, parti comuni delle autorimesse. È vietato inoltre riprendere le aree pubbliche o di passaggio.

Nel caso dei condomini, l’installazione di telecamere deve essere approvata dalla assemblea condominiale. Le telecamere vanno inoltre segnalate con appositi cartelli e le registrazioni devono essere conservate per un periodo limitato.

Le telecamere nascoste nella propria abitazione sono consentite

L’uso di telecamere spia nella propria abitazione per finalità personali di controllo e sicurezza, è consentito. Non viene applicata la normativa sul trattamento dei dati personali prevista dal regolamento del Garante.

E’ possibile controllare con telecamere badanti, colf, baby sitter?

A norma di legge, occorre informare il personale domestico della presenza di dispositivi di controllo, a meno che non si tratti di raccogliere prove di reati in corso (c.d. finalità difensive).

Telecamere e microcamere non possono essere installate nei bagni. I dati raccolti vanno protetti tramite accorgimenti di sicurezza idonei. Le immagini non devono essere diffuse all’esterno, fatto salvo il caso in cui vengano allegate a una denuncia effettuata alle forze dell’ordine.

Leggi anche: Come piazzare una telecamera nascosta

Comuni, Regioni o Province possono utilizzare telecamere o altri dispositivi video per monitorare discariche o eco piazzole

In questo caso, oltre ai tradizionali apparati di videosorveglianza o microtelecamere possono essere adoperate anche le fototrappole. Uno degli usi delle trail camera, infatti, è proprio il monitoraggio di aree urbane o extra urbane contro lo smaltimento abusivo dei rifiuti.

Quale che sia il dispositivo prescelto, la risposta non cambia: gli enti pubblici possono installare apparati di sorveglianza video. A patto, però, che indichino mediante cartelli i punti in cui si svolge il controllo.

In nessun caso tale monitoraggio può essere messo in atto da soggetti privati.

Per maggiori informazioni, consulta qui il Regolamento del Garante della Privacy.


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