Si possono usare le telecamere per controllare i dipendenti?

Una telecamera per controllo dipendenti sul luogo di lavoro

La questione del controllo dei dipendenti con telecamere spia e sistemi di video sorveglianza è una delle più delicate.

Piazzare una telecamera in ufficio è legale? E’ consentito controllare dipendenti con telecamere?

La risposta non è scontata. Installare telecamere in azienda o sul luogo di lavoro è lecito, ma ad alcune condizioni.

Quali sono i doveri del datore di lavoro? Quali i diritti dei dipendenti?

In questo articolo vedremo quando le telecamere sul posto di lavoro costituiscono reato. E come difendersi da una attività di spionaggio illecita.

Stabiliremo anche i limiti dell’azione di specifiche figure professionali come gli investigatori privati.

Prima di cominciare, però, facciamo chiarezza su una questione…

Videosorveglianza vs telecamere spia

E’ possibile il monitoraggio di un ambiente con due strumenti di controllo video:

  • sistema di video sorveglianza classico
  • microcamere

Nel primo caso, abbiamo le tipiche telecamere IP.

Possono essere wireless o filari. Sono più o meno visibili, posizionate solitamente negli angoli alti di un ambiente, all’interno o all’esterno.

Consentono il controllo da remoto con un apposito software e la registrazione (tramite un Digital Video Recorder o DVR).

Le microcamere o telecamere spia o spycam sono videocamere di piccole dimensioni.

Alcuni dispositivi si presentano occultati in oggetti di uso comune. I modelli non occultati sono comunque facili da nascondere, grazie alle dimensioni molto piccole.

Questo è il principale vantaggio delle microcamere rispetto all’impianto di videosorveglianza. Non ingombrano, non danno nell’occhio, sono facili da posizionare e da spostare.

Un esempio di microcamera da installare sul luogo di lavoro

Per il resto, a seconda dei modelli hanno tutto ciò che serve:

  • wifi
  •  registrazione
  • controllo da remoto tramite app
  • sensori di movimento
  • audio
  • HD o Full HD

Leggi anche: Come installare una telecamera nascosta

Leggi anche: Telecamere nascoste: come trovarle

N.b.: la distinzione fatta in questo paragrafo è a scopo puramente informativo.

Ai fini dell’oggetto di questo articolo, è irrilevante di quale tipo di videocamera si tratti.

Telecamere in azienda: quando sono consentite e quando no

Negli ultimi anni la richiesta di apparati di sorveglianza video è aumentata, sia in casa che sui luoghi di lavoro.

Sul piano normativo, l’esigenza è conciliare il diritto alla sicurezza con quello alla riservatezza.

Quando si parla di telecamere in azienda o sul luogo di lavoro, valgono due fonti:

  • lo Statuto dei Lavoratori
  • la normativa sulla Privacy (GDPR)

La legge stabilisce che è possibile installare telecamere sul luogo di lavoro. Ma solo per controlli difensivi.

Le telecamere possono essere utilizzate per:

  • tutelare l’azienda da pericoli e minacce
  • esigenze organizzative e produttive
  • migliorare la sicurezza sul lavoro

Installare una telecamera per scoraggiare i ladri è consentito.

Anche nascondere una spycam per sorvegliare un bene di valore (tutela del patrimonio aziendale). Lo stesso se si vuole riprendere un macchinario per monitorare il ciclo di funzionamento.

Non si possono, invece, usare le telecamere per controllare la produttività dei dipendenti.

Nascondere una micro camera in area relax per vedere quanto tempo vi trascorre il lavoratore è reato.

Leggi anche: Telecamera per controllare la badante? Cosa dice la legge, le soluzioni

Cosa deve fare il datore di lavoro per installare una telecamera

Abbiamo visto i casi in cui la legge ammette l’installazione di un sistema di videosorveglianza o di una telecamera spia.

Ma quali sono gli adempimenti richiesti al datore di lavoro?

  • Comunicazione preventiva ai sindacati (RSU o RSA). In alternativa, richiesta alla Direzione Territoriale del Lavoro (Ispettorato del Lavoro) con apposita modulistica.
  • Comunicazione preventiva ai lavoratori. I quali devono essere informati con appositi cartelli (ben visibili) della presenza di apparati di sorveglianza video.
  • Nomina di un responsabile del trattamento dei dati. Ovvero il soggetto responsabile delle informazioni ottenute tramite videosorveglianza.

Il titolare del trattamento dei dati deve definire il tempo di conservazione delle immagini. Queste non possono essere conservate più a lungo di quanto strettamente necessario.

Il Garante della Privacy ha stabilito come tempo massimo di conservazione delle registrazioni 24 ore, estendibili a 48.

Gli Istituti bancari e gli impianti di videosorveglianza con funzioni di pubblica sicurezza possono conservare le immagini fino a 7 giorni.

Eventuali prolungamenti di queste tempistiche vanno approvati dal Garante della Privacy con apposita richiesta.

In casi specifici è necessario un ulteriore adempimento, la Valutazione di Impatto Privacy (VIP).

E’ un documento redatto dall’azienda. Quando è obbligatorio?

  • Quando si integrano sistemi pubblici e privati.
  • Quando la videosorveglianza usa software “intelligenti”, in grado di elaborare le immagini. Per esempio, per segnalare comportamenti anomali.
  • Quando viene effettuata una sorveglianza su un’ampia area accessibile al pubblico.
  • Quando il sistema di sorveglianza video si occupa di particolari dati personali (per esempio, i dati sanitari).

Importante: il datore di lavoro deve sempre ottenere il consenso dei sindacati. Non basta il solo consenso scritto dei propri dipendenti.

Eventuali violazioni si verificano anche quando le telecamere sono solo installate ma non ancora funzionanti. Persino con finte telecamere montate a scopo dissuasivo.

Telecamere installate in violazione delle norme: che fare?

Come può il dipendente tutelarsi da una sorveglianza illegittima?

Il datore di lavoro che installa telecamere in violazione delle norme commette reato. Nella fattispecie, è una violazione delle disposizioni in materia di controlli a distanza.

Le pene sono previste dall’art. 38 dello Statuto dei Lavoratori. Ammenda da 154 euro a 1.549 euro o l’arresto da 15 giorni a 1 anno. 

Nei casi più gravi, ammenda e arresto vengono comminati assieme. La pena pecuniaria può essere quintuplicata dal giudice.

I filmati registrati in modo non lecito non possono essere usati in tribunale. Non hanno valore di prova in un processo contro il lavoratore.

Un licenziamento basato su riprese video ottenute in modo illecito non è legittimo. Il dipendente ha diritto ad essere reintegrato.

La Cassazione ha stabilito che il dipendente può denunciare il datore di lavoro che installa di nascosto una telecamera in ufficio. E questo anche se lo scopo è evitare che rubi.

Fermo restando il diritto ai controlli difensivi, questi non possono essere effettuati se:

  • ledono la dignità del lavoratore (per es., una telecamera installata in bagno)
  • non ci siano fondati sospetti nei confronti del dipendente

Le telecamera spia in funzione preventiva è reato.

Un investigatore privato può installare una telecamera sul luogo di lavoro?

Anche per gli investigatori privati vale il rispetto del Codice della Privacy e dello Statuto dei Lavoratori.

In più, i detective sono tenuti ad osservare due principi:

  • l’attività dev’essere finalizzata a far valere o difendere un diritto in fase giudiziale
  • l’attività dev’essere svolta in un arco di tempo limitato e indicato chiaramente
  • i dati raccolti non devono eccedere il contenuto del mandato professionale.

Non è possibile monitorare la qualità della prestazione lavorativa, ma solo se viene commesso un reato.

Gli unici soggetti che possono sempre installare telecamere spia in qualsiasi ambiente sono le forze di polizia. Le quali, però, devono essere autorizzate da un giudice.


Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna indietro
Copy link
Powered by Social Snap