Pedinare la moglie è reato? Cosa dice la legge

Un investigatore privato pedina una coppia
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Pedinare la moglie è reato? E, più in generale, seguire il coniuge (magari perché sospettato di tradimento) è lecito?

Capita, in alcune coppie, che la fiducia nei confronti del proprio partner venga meno. Si tratta di momenti dolorosi, in cui è facile prendere decisioni sbagliate.

In questo articolo, definiremo la cornice legale di un’azione assai delicata: il pedinamento del coniuge. Analizzeremo implicazioni e conseguenze.

In linea di massima, si tratta di un comportamento ammesso. Il rischio di degenerare in una condotta illecita, però, è sempre dietro l’angolo.

Attenzione, dunque (e buona lettura!)

Si può pedinare qualcuno?

Si ricorre al pedinamento quando è necessario raccogliere prove o informazioni su qualcuno. E’ una tecnica adoperata dalle forze dell’ordine, dagli investigatori privati o da semplici cittadini.

Secondo il nostro ordinamento, esso non costituisce reato se:

  • avviene in modo saltuario (cioè episodico, non continuato)
  • in luoghi pubblici
  • viene effettuato da un soggetto su una singola persona per un suo particolare interesse

Se il pedinamento è molto evidente, al punto da indurre nella persona seguita uno stato di malessere o addirittura di timore per la propria vita, si configurano i reati di molestie o stalking.

Per gli investigatori privati, vale la pena di spendere qualche parola in più.

Spesso i detective effettuano pedinamenti nei casi di sospette relazioni extraconiugali o nelle indagini su infedeltà professionali, spionaggio industriale ecc.

Pur se in possesso di regolare licenza del Prefetto, l’investigatore non può seguire un’altra persona nei luoghi di privata dimora. In caso contrario, viene leso il diritto alla privacy dell’individuo.

Il pedinamento dev’essere regolato da un mandato professionale e limitato nel tempo. Inoltre, deve avvenire in forma discreta. Il soggetto spiato non deve accorgersi dell’azione in corso. Il disagio e l’ansia derivati da un’azione grossolana e insistita potrebbero configurare i reati di molestia o stalking.

Durante il pedinamento, l’investigatore privato può fotografare il soggetto, purché sia in luogo pubblico. Non può nascondere un registratore in un luogo e andarsene. Questa condotta costituisce reato di interferenza illecita nella vita altrui.

Allo stesso modo, anche all’investigatore è vietato piazzare cimici spia o microtelecamere in luoghi di privata dimora, o installare un GPS in auto.

Quando pedinare la moglie o il marito è consentito e quando, invece, no

Il marito o la moglie possono seguire il coniuge per conto loro, purché l’attività sia saltuaria e non invadente.

Possono inoltre affidare il pedinamento a un investigatore privato senza che ciò costituisca, di per sé, reato. Sta ovviamente al professionista agire nel pieno rispetto della legge e della deontologia. In caso contrario, la responsabilità sarà soltanto sua.

Chi decide di agire in prima persona, sappia che il pedinamento eccessivo, assillante del coniuge può configurare un grave reato.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 3025/2016, ha dato ragione a una moglie, la quale lamentava che la “morbosa gelosia” del marito l’aveva costretta a un regime di vita “umiliante” e “insostenibile”.

L’uomo, dopo il matrimonio, aveva intrapreso una azione di pedinamento continua e assillante ai danni della moglie. Aveva l’abitudine di seguirla persino al lavoro, sospettando una tresca extraconiugale.

Protrattosi per mesi, il monitoraggio morboso degli spostamenti della donna era degenerato in offese verbali e percosse.

La Cassazione ha confermato la condanna dell’uomo a 8 mesi per il reato di maltrattamenti.

Vale anche la pena ricordare che in casi simili il coniuge perseguitato ha diritto, in sede civile, alla separazione con addebito.


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