Come diventare investigatore privato

Un investigatore privato in azione mentre spia una coppia
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Se fin da piccolo hai sognato di essere un detective, sei nel posto giusto: in questa guida scoprirai come diventare un investigatore privato.

Ci concentreremo su alcuni punti:

  • chi è e cosa fa un investigatore
  • il percorso formativo
  • i requisiti per accedere alla professione
  • le figure presenti in un’agenzia investigativa

Tutto quello che serve sapere su come diventare detective in Italia e accedere a una professione affascinante ma complicata.

Attenzione a non confondere i detective privati dei film con quelli in carne e ossa. Si tratta di professionisti preparati. Discreti, capaci di maneggiare attrezzature all’avanguardia, dotati di senso etico, e titoli disciplinati dalla legge. Tutto il contrario dei “poliziotti privati” à la Philip Marlowe.

Quello delle indagini private e della sicurezza è un settore con numeri di tutto rispetto.

Cosa dice l’ultima rilevazione dell’Osservatorio Federpol (la Federazione italiana degli istituti privati per le investigazioni per le informazioni e per la sicurezza)? Che in Italia ci sono 1.898 titolari di agenzie investigative e di sicurezza. Sono concentrati nel nord (844). Al centro le licenze sono 623, al sud 431.

Le regioni a maggiore densità sono Lombardia (325), Lazio (307) e Campania (157). Il numero di impiegati nel settore è di 12.254 unità. Il fatturato del 2017 ammonta a 203.353.819 euro.

Perciò, se vuoi diventare un investigatore privato, considera l’importanza (e i rischi) di una professione molto importante.

Sei pronto? Scopri come diventare detective!

Chi è e cosa fa un investigatore privato

Un investigatore privato è uno specialista dell’informazione. Il suo compito è quello di raccogliere informazioni per conto di un committente, sia esso privato cittadino, azienda, ente.

La sua figura è disciplinata dal Decreto legge 1 dicembre 2010, n. 269. Il testo si occupa degli istituti di vigilanza e di investigazione privata.

Riguardo questi ultimi, il Decreto riconosce quattro figure professionali:

  • investigatore privato titolare d’istituto
  • informatore commerciale titolare d’istituto
  • investigatore privato dipendente
  • informatore dipendente

La prima distinzione, dunque, è tra investigatori e informatori commerciali. La seconda è tra i titolari di licenza e i dipendenti.

Il testo individua due tipologie di attività:

  1. Attività di investigazione privata;
  2. Raccolta di informazioni commerciali.

Attività di investigazione privata

E’ l’indagine classica, che può realizzarsi:

  • In ambito privato. Il committente incarica il professionista di indagare su questioni familiari, matrimoniali, patrimoniali o per rintracciare persone scomparse.
  • In ambito aziendale. L’indagine parte dietro richiesta di un’impresa. Obbiettivo: accertare illeciti dei dipendenti, infedeltà professionali, violazioni delle norme in materia di tutela di marchi e brevetti. Ma anche concorrenza sleale o contraffazioni.
  • In ambito commerciale. Su richiesta di un esercizio commerciale, per ammanchi in cassa, furti in magazzino ecc.
  • Nell’ambito delle assicurazioni. Privati e/o società di assicurazioni possono chiedere di accertare sinistri, risarcimenti sul lavoro, responsabilità professionali ecc.
  • Nell’ambito del diritto alle indagini difensive. Gli avvocati difensori possono incaricare un professionista per raccogliere prove a discarico del cliente (artt. 222 e 327-bis del Codice Penale);

(Il Decreto parla anche di attività con “presenza stabile di personale dipendente presso i locali del committente”. E’ il caso dei buttafuori, di non ci occupiamo in questo post.)

Per adempiere al suo incarico, il detective privato può svolgere attività di osservazione statica e pedinamento.

Può avvalersi di:

  • strumenti elettronici (per es. microspie, microcamere, tracker GPS ecc.)
  • riprese video e foto
  • sopralluoghi
  • informazioni ricavate da documenti e atti il cui accesso sia libero
  • interviste a persone
  • raccolta di informazioni reperite dal committente

Può utilizzare collaboratori segnalati ai sensi dell’art. 259 del Regolamento d’esecuzione TULPS.

(Scarica il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.)

Raccolta di informazioni commerciali

Gli investigatori privati si occupano di raccolta, analisi, elaborazione e valutazione di dati economici, finanziari, creditizi, patrimoniali.

I detective (e i loro collaboratori) possono reperire informazioni consultando pubblici registri, elenchi, atti, visure camerali, bilanci, fallimenti. L’incarico può venire da privati, aziende, enti.

Gli investigatori devono esercitare le loro prerogative nel rispetto della legge. Non sono titolari di pubblici poteri, riservati solo agli organi di polizia e alla magistratura.

Le attività e le tecniche d’indagine dei detective

Vuoi sapere come diventare detective in Italia? Prima scopriamo le principali tecniche investigative:

  • appostamenti
  • pedinamenti
  • ricerche online
  • consultazioni database, reperimento documenti, accesso agli atti pubblici e agli uffici
  • interrogazioni
  • utilizzo di prodotti investigativi professionali e accessori per spionaggio

Le tipologie di interventi più richiesti:

  • indagini su infedeltà coniugale
  • ricerca di persone scomparse o non rintracciabili
  • ricerche sul passato di un individuo
  • verifiche patrimoniali (conti correnti, stili di vita, solvibilità del debitore ecc.)
  • investigazioni anti-frodi alle assicurazioni
  • ricerche di beni o oggetti rubati
  • indagini per assenteismo sul posto di lavoro
  • indagini per furti di proprietà intellettuale o brevetti industriali (c.d. spionaggio aziendale)

Alcuni istituti investigativi svolgono anche attività di bonifica da microspie.

Come diventare detective in Italia: i requisiti

Quali sono i requisiti per diventare un investigatore privato? Concentriamoci sulle figure professionali già individuate.

L’investigatore privato titolare di istituto

L’investigatore privato titolare di agenzia è tale solo se in possesso di un’apposita licenza. Questa viene rilasciata dalla Prefettura del territorio in presenza di specifici requisiti.

  • Laurea (almeno triennale). Le materie: Giurisprudenza, Psicologia a indirizzo Forense, Sociologia, Scienze Politiche, Scienze dell’Investigazione, Economia e i corsi di laurea equiparati;
  • Almeno tre anni di pratica presso un investigatore autorizzato da almeno cinque. Il rapporto di lavoro dev’essere di tipo dipendente. Il datore di lavoro deve attestare l’esito positivo del rapporto.
  • Partecipazione a corsi di perfezionamento teorico pratico di università o centri di formazione riconosciuti dalle Regioni e accreditati dal Ministero dell’Interno.

In alternativa agli ultimi due punti, l’aspirante detective deve:

  • aver svolto attività d’indagine nelle forze di Polizia per un periodo non inferiore a cinque anni;
  • aver lasciato il servizio (senza demerito) da non più di quattro anni.

Al titolare di licenza è richiesta l’iscrizione alla Camera di Commercio.

Le limitazioni alla concessione della licenza sono stabilite dall’art. 134 del TULPS. La licenza non può essere concessa:

  • ai cittadini extra comunitari, a chi sia incapace di assumere obblighi o abbia riportato condanne per delitti non colposi;
  • per operazioni che richiedano l’esercizio di pubbliche funzioni o che comportino una limitazione della libertà personale.

L’esercizio della professione senza licenza è definito abusivo e soggetto a procedimento giudiziario.

Procediamo ora con l’analisi dettagliata dei requisiti per ciascuna delle tipologie professionali indicate nel paragrafo 1. Con una premessa: solo l’investigatore dipendente può esercitare senza laurea.

L’investigatore privato dipendente

L’investigatore privato dipendente deve:

  • aver conseguito un diploma di scuola media superiore;
  • aver svolto con profitto almeno tre anni di pratica presso un investigatore privato autorizzato da almeno cinque. Deve aver collaborato ad indagini elementari in costanza di rapporto di lavoro (80 ore mensili). L’esito positivo della prestazione lavorativa dev’essere certificato dal datore di lavoro;
  • aver partecipato a corsi di perfezionamento teorico pratico organizzati da università o centri di formazione riconosciuti dalle Regioni e accreditati presso il Ministero dell’Interno.

In alternativa agli ultimi due punti deve:

  • aver svolto attività d’indagine nei reparti investigativi delle forze di Polizia per un periodo non inferiore a cinque anni
  • aver lasciato il servizio (senza demerito) da non più di quattro anni.

L’informatore commerciale titolare d’istituto

L’informatore commerciale titolare di istituto deve essere in possesso di una laurea (almeno triennale) in una delle seguenti materie:

  • Giurisprudenza
  • Economia
  • Scienze politiche
  • Scienze bancarie o corsi equiparati

In alternativa, dev’essere stato iscritto al Registro Imprese come titolare di ditta individuale o amministratore in società per almeno tre degli ultimi cinque anni.

L’informatore commerciale dipendente

L’informatore commerciale dipendente deve:

  • avere un diploma di scuola media superiore;
  • dimostrare di aver svolto almeno tre anni di pratica presso un informatore commerciale autorizzato da almeno cinque. Il rapporto di lavoro dev’essere stato costante. L’esito positivo deve essere attestato dallo stesso informatore;
  • aver partecipato a corsi di perfezionamento in materia di informazioni commerciali. I corsi devono essere stati organizzati da università o da centri di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni e accreditati presso il Ministero dell’Interno.

In alternativa agli ultimi due punti deve:

  • aver svolto attività d’indagine nelle forze di polizia, in particolare nell’ambito dei reati in materia finanziaria, per un periodo non inferiore a cinque anni;
  • aver lasciato il servizio (senza demerito) da non più di quattro anni.

Per quanto riguarda il rinnovo delle autorizzazioni, investigatori e informatori commerciali titolari di istituto devono fornire ogni anno una dichiarazione di prosecuzione dell’attività. In aggiunta, un certificato che attesti il superamento di un corso di aggiornamento. Il corso dev’essere stato organizzato da università o centri di formazione riconosciuti dalle Regioni e accreditati presso il Ministero dell’Interno.

Investigatori e informatori commerciali dipendenti necessitano della dichiarazione del datore di lavoro che attesti la prosecuzione del rapporto lavorativo.

Le figure professionali all’interno di un’agenzia investigativa

Quello dell’investigatore privato è un lavoro di grande delicatezza. Richiede competenze specialistiche, intuito, tatto e discrezione.

Le agenzie investigative hanno al loro interno figure differenti, specializzate in mansioni e ambiti d’indagine particolari.

  • Agente investigativo. L’investigatore “classico”, specializzato in appostamenti, pedinamenti, raccolta di informazioni tramite dispositivi di spionaggio, materiale audio/video ecc.
  • Esperto forense. E’ specializzato nell’estrazione, nelle analisi, nel trattamento e nella conservazione dei dati contenuti nei dispositivi digitali.
  • Chief Information Security Officer (CISO). E’ l’esperto di cybersecurity. Definisce la strategia per proteggere le informazioni in possesso di un’azienda. Si occupa di test di penetrazione, web assessment (analisi della sicurezza informatica per applicazioni e siti web). Ma anche strong authentication (autenticazione a due fattori), analisi delle vulnerabilità dei sistemi informatici ecc.
  • Security Manager. La figura responsabile della sicurezza aziendale (dati, persone e strutture fisiche).
  • Analista finanziario. L’esperto di bilanci, in grado di determinare lo stato di salute di un’azienda ed eventuali criticità.
  • Esperto d’intelligence. Potremmo definirlo un “esperto di dati”. Trasforma informazioni grezze in report comprensibili da chi in un’azienda, ente o istituzione si occupa di definire strategie e prendere decisioni.
  • Psicologo investigativo. Figura di recente adozione in cui si incrociano il criminologo, lo psicologo giuridico, l’esperto di scienze forensi. Studia il comportamento criminale, traccia profili psicologici, affianca gli analisti. Contribuisce a una ricostruzione dei fatti, può intervenire sulla scena de crimine (legge 7 Dicembre del 2000 n. 397).

Ciascuna di queste figure richiede competenze specifiche. Possono essere acquisite mediante percorsi formativi ad hoc (laurea, master post-laurea) ed esperienze dirette nel settore.

Quanto guadagna un investigatore privato

L’art. 135 del TULPS obbliga gli investigatori ad esporre, nella loro agenzia, il tariffario.

Detto questo, stabilire quanto guadagna un investigatore privato non è semplice. Online si legge che lo stipendio mensile ammonti in media a 1500 euro al mese, ma è una cifra indicativa.

Molto dipende dalla bravura del professionista, le sue competenze e capacità. Ma anche dal settore in cui opera e dagli incarichi che è chiamato a svolgere.

Importante è l’aggiornamento costante. Gli apparati e le tecniche investigative evolvono, per il professionista è fondamentale essere al passo con i tempi.

Come possiamo aiutarti: i corsi di formazione Doctorspy

Da diversi anni organizziamo corsi di formazioni per detective, forze dell’ordine, privati cittadini.

  • Corsi di bonifiche elettroniche TSCM
  • Corso di spionaggio e controspionaggio
  • Corsi di formazione teorica e pratica con utilizzo prodotti

Nei percorsi formativi trovano spazio nozioni teoriche e pratiche, con l’utilizzo dei prodotti (tecnologie militari professionali) esaminati.

I corsi possono essere per singoli o di gruppo. Il numero di partecipanti è di massimo 10 unità, per garantire un’adeguata formazione in tutte le materie.

I nostri docenti sono esperti in materia di investigazioni private. Professionisti e tecnici con esperienza decennale, sempre aggiornati sulle ultime novità.

Al termine di ciascun corso sarà rilasciato un certificato di frequenza.

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