I social network e le crisi di coppie

Oggi siamo esposti a mille tentazioni e rimanere fedeli certo non è più scontato, ma diventa una maniera per sottrarre almeno i sentimenti al dissipamento rapido del consumo” Z. Bauman

Il grande sociologo in questo suo pensiero, e in molti altri del suo libro Amore Liquido, ha centrato il punto sulle difficoltà che molte coppie di oggi vivono all’interno della loro relazione: la tentazione di essere infedeli.

Nell’arco di una generazione i rapporti sono mutati velocemente, non sempre in meglio. Quello che prima veniva affrontato, discusso, condiviso in prima persona, guardandosi negli occhi, oggi si fa attraverso i social o le chat. Costantemente connessi con il mondo e con gli altri, ma estremante soli, anche all’interno della coppia.

Si è sempre più portati a non parlare, a non affrontare i problemi, forse per paura di incrinare il rapporto o forse per stanchezza, e lentamente ci si allontana, questo è il momento in cui la tentazione di essere infedeli aumenta. Il cattivo utilizzo dei social contribuisce ad alimentare questa tentazione. Spesso sui profili personali o sulle chat si creano delle vere e proprie storie virtuali, si inizia per caso e poi ci si trova a raccontare la propria vita, a condividere foto, storie, escludendo sempre di più l’altro. Basta una piccola distrazione, come lasciare il profilo aperto o il telefonino a portata di mano e il rapporto con il coniuge si incrina fino alla rottura. Se il coniuge legge le nostre conversazioni private con altri, anche se magari non vi è stato alcun contatto fisico, questo viene visto come un tradimento, una mancanza di rispetto, un crollo della fiducia e anche se inizialmente si prova a salvare il salvabile, il solo pensare che l’altro possa continuare a connettersi con l’altra persona logora il rapporto.

Una ricerca Cisco ha rilevato che 3 utenti su 5 passano più tempo a comunicare sui social che con il proprio partner. Il quotidiano il Giorno ha pubblicato un dato, fornito dall’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, secondo il quale il 40% delle cause di separazione e divorzio sono causate da WhatsApp.

L’infedeltà nei tempi della globalizzazione.

Sulla rivista Elle.com nel 2017 è stato pubblicato un articolo sull’argomento dall’esperto Zack Carter, esperto di relazioni e matrimoni, il quale sottolinea che spesso ci convinciamo che le azioni digitale non sono reali e quindi quando chattiamo con qualcuno diverso dal partner non è tradimento. Questa è una percezione sbagliata tanto è vero che sempre più spesso nella cause di divorzio o di separazione le conversazioni online sono considerate prove per dimostrare l’infedeltà.

Infatti secondo la fonte Adnkronos il dovere di fedeltà è mutato nel tempo. Nel passato l’infedeltà era legata all’aspetto prettamente sessuale e fisico, oggi invece l’infedeltà è legata anche ad un concetto di fiducia, di solidarietà e rispetto della dignità del coniuge. Questa nuova interpretazione dell’infedeltà è entrata anche nelle aule di tribunale. Infatti secondo la Cassazione e confermato anche dalla Corte di Appello di Milano, gli adulteri virtuali, anche se platonici, hanno il loro peso nello stabilire l’addebito.

Infatti l’esperto Zack Carter, nella sua ricerca, sottolinea anche che nel 75% dei tribunali degli Stati Uniti molte delle cause di divorzio trattate riportano la parola Facebook. Il consiglio di Carter per evitare di far naufragare un relazione è quello di ristabilire una fiducia emotiva, ossia imparare a comunicare con il partner senza filtri e senza vergogna.

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